Elena

di Euripide
traduzione di Giusi Saija

personaggi e interpreti:
Marianella Bargilli
Luciano Virgilio
Paola Gassman
Massimiliano Vado
Antonio Silvia
Renato Campese
Dioscuri: Stefano Patti, Ruggero Cecchi
Coro: Lara Balbo, Mariangela Caruso, Giulia Grandinetti.

regia di Alvaro Piccardi
scenografia Michele Ciacciofera
Costumi Sabrina Chiocchio

Siamo a Faro, in Egitto; la scena rappresenta la tomba di Proteo, presso la quale si è rifugiata Elena, alle cui nozze aspira Teoclimeno, figlio del  morto re. Nel prologo, recitato dalla stessa Elena, apprendiamo che Ermes la portò qui a Volo, per serbarla intatta a Menelao, mentre l’ombra di lei, forgiata da Era, fu inviata a Troia; secondo la predizione del nume, ella dovrà un giorno tornare gloriosa a Sparta con Menelao. Segue un dialogo con il guerriero greco Teucro, dal quale la donna apprende notizie di Menelao, disperso sul mare, e dei familiari. Se ne attrista profondamente. Rientra quindi  nella reggia, per interrogare l’indovina Teonoe, sorella di Teoclimeno. Compare allora sulla scena Menelao naufrago: bussa alla porta del palazzo, per chiedere ospitalità, ma è respinto da una vecchia portinaia, che gli consiglia di fuggire, se vuole salvarsi dal tiranno, che uccide ogni Greco, per timore che gli sia rapita Elena. Questa, intanto, esce dalla reggia, dove ha saputo da Teonoe che il marito è vivo, e, dopo un primo sbandamento, riconosce Menelao, ad onta degli stracci. Menelao, dopo che il servo è corso ad annunziargli la sparizione del fantasma di Elena dalla grotta, dove l’aveva lasciata momentaneamente coi compagni, non ha più motivo di dubitare: e gli sposi ritrovati si abbracciano con grande effusione. Le due scene parallele (Elena e Menelao) convergono e si concludono nel riconoscimento.

Inizia a questo punto il trucco, per piantare in asso Teoclimeno e fuggire dall’Egitto: Elena, persuade prima Teonoe, con un abile discorso suo e del marito, a non rivelare nulla al fratello. Quindi si veste a lutto, per la morte del marito annunziata fintamente dal naufrago, compagno di Menelao, e, ottenuta dal credulo Teoclimeno una nave per sacrifici funebri da compiere sul mare, fugge in patria con lo sposo.

A Teoclimeno furente, che si dispone a uccidere la sorella per il silenzio con cui lo ha tradito, i Dioscuri impongono la calma, spiegando che tutto è avvenuto ad opera del Fato.





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